17 Giu “Il Colore di Mimmo Jodice” dal Museo del Tesoro di San Gennaro al catalogo di Editori Paparo, per i tipi di Tecnostampa, Loreto
Fino al 10 gennaio 2027 il Museo del Tesoro di San Gennaro, Napoli, ospita Il Colore di Mimmo Jodice, una mostra che rende omaggio al grande fotografo napoletano scomparso nell’ottobre 2025 all’età di 91 anni, protagonista di oltre sessant’anni di sperimentazione e ricerca visiva.
L’esposizione, curata da Sylvain Bellenger e prodotta da D’Uva in collaborazione con Mimmo Jodice Studio, presenta al pubblico un capitolo poco noto ma straordinariamente significativo della sua produzione: l’unico grande progetto fotografico a colori realizzato dall’artista, dedicato ai capolavori della pittura del Seicento napoletano.
Nasce a Napoli nel 1934, nel Rione Sanità, un contesto urbano denso di storia, contrasti e stratificazioni culturali che segnerà profondamente il suo immaginario. Dopo un iniziale interesse per il disegno e la pittura, si avvicina alla fotografia da autodidatta negli anni Cinquanta, scegliendo presto una strada autonoma e di ricerca.
Dal 1970 al 1994 insegna fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, formando generazioni di artisti e contribuendo in modo decisivo alla diffusione della cultura fotografica in Italia. In parallelo sviluppa un lavoro sempre più personale, in cui Napoli e il Mediterraneo non sono semplici luoghi, ma spazi interiori, territori della mente dove il tempo sembra sospeso.
Nel corso della sua carriera espone nei principali musei e istituzioni internazionali e riceve importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Antonio Feltrinelli nel 2003, che ne consacra il ruolo centrale nel panorama artistico contemporaneo.
Si spegne nel 2025, lasciando un’eredità artistica fondamentale: una fotografia che non si limita a rappresentare la realtà, ma la trasfigura, trasformandola in esperienza interiore del tempo, della memoria e dell’assenza.
Più che fotografare le opere nella loro interezza, Jodice ne isolò frammenti, dettagli spesso quasi invisibili: un volto, una mano, uno sguardo, una piega di tessuto, un’espressione fugace. Attraverso la fotografia questi elementi acquisivano una nuova autonomia e una sorprendente contemporaneità.
Le grandi tele di Jusepe de Ribera, Caravaggio, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Filippo Vitale, Francesco Guarini e Artemisia Gentileschi diventavano così un territorio da esplorare e reinterpretare. Il colore non assumeva una funzione descrittiva, ma diventava uno strumento analitico ed emotivo, capace di restituire la materia pittorica come esperienza viva e attuale.
Come osserva Sylvain Bellenger, il dialogo tra le opere fotografiche di Jodice e il patrimonio del Tesoro di San Gennaro mette a confronto due visioni del mondo: quella barocca, che tende a una rappresentazione totale e avvolgente della realtà, e quella moderna del fotografo, che procede per frammenti, isolando il dettaglio e trasformandolo in chiave di lettura del tutto.
DAL 1985 A OGGI: IL RITORNO DI UN CAPOLAVORO
Le fotografie oggi esposte furono presentate per la prima volta nel 1985 a Villa Pignatelli nella mostra Un Secolo di Furore, ottenendo un notevole successo di pubblico e di critica. Nonostante la loro importanza, questo ciclo rimase per lungo tempo meno conosciuto rispetto alle celebri immagini in bianco e nero che hanno reso Jodice uno dei protagonisti della fotografia internazionale.
Per l’attuale esposizione le stampe da diapositiva sono state sottoposte a un importante intervento di restauro curato da Barbara Jodice e Marco Spatuzza, che ha consentito anche il recupero di alcuni scatti inediti. «In questi lavori fotografici di mio padre ritrovo la sua capacità unica di vivere la luce, restituendo alle opere una presenza intensa e contemporanea», sottolinea Barbara Jodice.
UN DIALOGO CON IL TESORO DI SAN GENNARO
Per l’occasione sono stati realizzati tessuti e velluti antichizzati di ispirazione barocca, progettati da Maddalena Marciano e realizzati con la collaborazione di Giuseppe Ambrosio e degli studenti del corso di Costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il risultato è un’esperienza immersiva in cui il cromatismo delle fotografie incontra quello degli argenti, dei gioielli e delle opere custodite nel museo.
La mostra coincide inoltre con un importante rinnovamento degli spazi del Museo del Tesoro di San Gennaro: nuovi ambienti di accoglienza, una biglietteria e un bookshop completamente ripensati, insieme a un nuovo impianto illuminotecnico che valorizza il percorso espositivo e il complesso monumentale.
Scintillarte è un’iniziativa culturale che coinvolge due storiche istituzioni napoletane, il Pio Monte della Misericordia e il Tesoro di San Gennaro, in una virtuosa collaborazione con l’Associazione La Scintilla Onlus. Il progetto nasce con l’obiettivo di creare spazi di crescita, partecipazione e inclusione, dando particolare attenzione alle fasce più fragili della società e configurandosi come uno dei rari esempi di turismo sostenibile in Italia. Protagonisti dell’iniziativa sono giovani con disabilità che assumono il ruolo di guide turistiche: accolgono i visitatori e li accompagnano alla scoperta di due tra i luoghi più suggestivi di Napoli. È inoltre disponibile un biglietto integrato che consente la visita di entrambi i musei coinvolti nel progetto.
Ad accompagnare la mostra è il catalogo ufficiale, edito da Editori Paparo e stampato da Tecnostampa Loreto, che raccoglie contributi di Luca Massimo Barbero, Sylvain Bellenger, Stefano Causa, Erri De Luca, Ilaria D’Uva, Angela Jodice, Maddalena Marciano, Mario Martone e Francesca Ummarino.
Il volume approfondisce il significato storico, artistico e umano di un progetto unico nella carriera di Mimmo Jodice e costituisce una preziosa testimonianza della sua inesauribile capacità di guardare oltre l’immagine, trasformando la fotografia in uno strumento di scoperta e di conoscenza.
Come ricorda Angela Jodice, vedere oggi questo lavoro riproposto all’interno del Museo del Tesoro di San Gennaro suscita una profonda emozione e un sentimento di gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra e del catalogo, restituendo al pubblico una delle pagine più affascinanti e meno conosciute dell’opera di Mimmo Jodice.
Attiva dal 1959 nel settore della valorizzazione del patrimonio culturale, D’Uva affianca istituzioni e luoghi d’arte nella costruzione di esperienze culturali innovative e accessibili. Dal 2021 cura la gestione del Museo del Tesoro di San Gennaro, contribuendo al suo sviluppo come centro di produzione culturale e punto di riferimento per la città di Napoli. Attraverso progetti espositivi, attività di mediazione e iniziative di valorizzazione, D’Uva promuove il dialogo tra il patrimonio storico e la sensibilità contemporanea, ampliando le occasioni di conoscenza e partecipazione per pubblici sempre più diversi.
Tesoro di San Gennaro
a cura di Sylvain Bellenger
Pagine: 112
Formato: 30X20 cm
Stampa: quadricromia
Confezione: cartonato cucito filo refe
Editore:
Editori Paparo
Stampa:
Tecnostampa
Loreto (AN) Trevi (PG) Italia
