19 Mar “BAROCCO. IL GRAN TEATRO DELLE IDEE”, DALL’EDITORE DARIO CIMORELLI, CON TECNOSTAMPA, LORETO.
Barocco. Il gran teatro delle idee.
Fino al 28 giugno il Museo Civico San Domenico di Forlì ospita il nuovo e ambizioso progetto espositivo: “Barocco. Il gran teatro delle idee”, una grande mostra dedicata a uno dei momenti più affascinanti e complessi della storia dell’arte europea. 200 capolavori da Bernini a Bacon. Ad accompagnare l’esposizione, un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore.
Il Seicento è il secolo in cui l’immagine smette di essere semplice rappresentazione e diventa costruzione della realtà. Con il Barocco, la luce si fa materia, lo spazio si dilata, l’opera coinvolge lo spettatore in un’esperienza emotiva e persuasiva.
Roma è il centro di questa rivoluzione visiva. Le torsioni del Laocoonte e la potenza plastica del Torso del Belvedere accendono una nuova idea di pathos. In questo clima nasce la frattura caravaggesca: nell’Incoronazione di spine, Caravaggio porta in scena una sofferenza concreta, illuminata da una luce radente che rivela fragilità e verità umana.
Tanzio da Varallo (Antonio d’Enrico) è attualmente uno dei protagonisti della grande mostra “Barocco. Il gran teatro delle idee” presso i Musei San Domenico di Forlì.
L’opera principale dell’artista esposta è il celebre “Davide con la testa di Golia” (1623-1625 ca.), concesso in prestito dalla Pinacoteca di Varallo. Il dipinto è un esempio magistrale del caravaggismo nordico di Tanzio, caratterizzato da un realismo crudo e una tensione drammatica quasi manierista.
Allestita negli spazi del Museo Civico San Domenico, tra la Chiesa di San Giacomo e le sale dell’antica biblioteca conventuale, la mostra riunisce oltre 200 opere provenienti da importanti musei e collezioni, tra cui le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini. L’allestimento, progettato dallo studio Lucchi & Biserni, si articola in dieci sezioni e propone un percorso immersivo capace di evidenziare le profonde connessioni tra arte, potere, fede, scienza e società nel Seicento europeo.
La mostra è curata da Daniele Benati, Enrico Colle e Fernando Mazzocca, con la collaborazione dello storico dell’arte Bernard Aikema. Il comitato scientifico è presieduto da Cristina Acidini, mentre la direzione generale è affidata a Gianfranco Brunelli.
Promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì insieme al Comune di Forlì, l’esposizione propone un viaggio attraverso la civiltà barocca, esplorandone le molteplici espressioni artistiche e il contesto culturale che ne ha determinato la nascita e la diffusione.
Perché “barocco” nacque come termine dispregiativo.
Non tutti sanno che il termine barocco, oggi usato per indicare uno dei periodi più spettacolari della storia dell’arte, nacque inizialmente con un significato negativo. Nel corso del Settecento, con l’affermarsi della cultura illuminista e del gusto neoclassico, critici e intellettuali iniziarono a giudicare l’arte del Seicento come eccessiva, troppo decorativa e lontana dall’ideale di equilibrio e razionalità che si attribuiva all’antichità classica. La parola stessa deriverebbe dal portoghese barroco, che indicava una perla irregolare: qualcosa di strano, imperfetto, non conforme alla regola.
Per lungo tempo, quindi, “barocco” fu utilizzato per descrivere uno stile considerato bizzarro, complicato e persino decadente. Solo tra la fine dell’Ottocento e il Novecento la storiografia artistica ha progressivamente rivalutato questa stagione, riconoscendone la straordinaria capacità inventiva e la complessità culturale.
Questa ricchezza emerge con particolare evidenza anche nella musica barocca, che raggiunge vertici di straordinaria raffinatezza formale e profondità spirituale. Emblematico è il caso di Johann Sebastian Bach, la cui opera rappresenta uno dei punti più alti della cultura europea: nelle sue composizioni la complessità del linguaggio musicale si unisce a un rigoroso ordine interno e a una intensa dimensione espressiva. La sua musica dimostra come il Barocco non sia affatto un’epoca di eccesso privo di misura, ma piuttosto una stagione di altissima elaborazione intellettuale e artistica.
Oggi il Barocco è interpretato come una delle espressioni più dinamiche e innovative della civiltà europea, capace di intrecciare arte, pensiero, fede e potere in una visione del mondo intensa e teatrale.
Arte, architettura, musica, letteratura e cerimoniale pubblico funzionano come forme di rappresentazione capaci di mettere in scena idee, valori e visioni del mondo. Chiese, piazze, palazzi e perfino le città diventano palcoscenici simbolici, dove si rappresentano le grandi idee del tempo: la fede della Controriforma, la magnificenza delle monarchie, le nuove visioni scientifiche e filosofiche. Il titolo “Gran teatro delle idee” suggerisce quindi che il Barocco non è solo uno stile artistico ricco e decorativo, ma un sistema culturale complesso, in cui immagini, architetture, musica e rituali pubblici collaborano a mettere in scena le idee fondamentali della società europea del Seicento.
In questo senso la mostra vuole raccontare il Barocco come un grande palcoscenico della cultura, dove arte e pensiero diventano strumenti per rappresentare e comunicare il mondo.
Il percorso espositivo mostra come il confine tra naturale e artificiale si dissolva: oggetti preziosi, reliquiari, automi e strumenti scientifici testimoniano una nuova fiducia nell’osservazione e nella meraviglia.
Il percorso mette in luce il dibattito teorico e culturale che ha accompagnato l’affermazione del Barocco, seguendo le figure che ne hanno incarnato gli ideali e analizzando il ruolo fondamentale della committenza e della rappresentazione del potere. Roma emerge come il principale centro di irradiazione di questo linguaggio artistico, destinato a influenzare progressivamente le corti europee in un periodo di profondi cambiamenti politici e culturali.
La mostra propone inoltre uno sguardo alle radici del Barocco: dai modelli dell’età ellenistica alle tensioni del tardo Manierismo, fino al naturalismo rivoluzionario di Caravaggio, che introduce una nuova intensità emotiva e spirituale nell’arte del Seicento. Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla riscoperta critica del Barocco in età contemporanea, quando la storiografia ha finalmente riconosciuto la ricchezza e la complessità di questa stagione artistica.
BAROCCO
Il Gran Teatro delle Idee
A cura di Gianfranco Brunelli
Pagine: 608
Formato: 23X28 cm
Stampa: quadricromia
Confezione: cartonato cucito filo refe
Editore:
Dario Cimorelli Editore
Stampa:
Tecnostampa
Loreto (AN) Trevi (PG) Italia
